Chi siamo

A.C.I.S.S. onlus  (associazione per la cooperazione socio-sanitaria internazionale) nasce del 2001 a seguito della richiesta dell’allora Ministro della Santa del  Governo Nazionale Transitorio della Somalia dott. Osman Duffle di contribuire alla ricostruzione della sanità, in quelle zone preda della guerra civile. In seguito, su invito  dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio, si è attivata per creare un piccolo ambulatorio nel sud della Nigeria.    
Dal 2006 ACISS è impegnata, nel cuore del Burundi,  nella ristrutturazione e gestione di quello che era un piccolo centro sanitario in disuso ora trasformato in un vero e proprio ospedale, a cui è stata collegata anche una piccola azienda agricola.
Nei nostri progetti giocano  un ruolo di primo piano le risorse umane locali. Il nostro impegno è di fornire i mezzi e, se richiesto, l’assistenza tecnico-scientifica, esercitando un rigoroso controllo. Due sono i criteri alla base del presente Piano Programma Pluriennale:

        • la collaborazione attiva e non l’ assistenzialismo che è il concetto di base del modus operandi del nostro gruppo associativo
        • l’ottimizzazione dell’unica risorsa che c’è in abbondanza in Africa: l’Uomo.
       
     
L’uomo inteso come fruitore del servizio: il malato. Bisogna neutralizzare una sorta di fatalismo nei confronti della malattia e della morte propria dell’Africa. Se da una parte e’ importante elemento di accettazione come inevitabile situazione di grande dolore sia fisico sia psicologico, dall’altra è responsabile di una sorte di inerte rassegnazione.  La malattia ed il dolore possono essere combattute, la morte procrastinata.  
  L’Uomo inteso come erogatore del servizio: personale sanitario. In Africa la medicina è prevalentemente clinica. La diagnosi e la conseguente terapia si basa sul sintomo mentre marginale, per ovvie croniche carenze, è il ricorso ad esami strumentali o analisi di laboratorio. L’aggiornamento costante del personale, in confronto periodico con operatori sanitari europei, ma anche l’apprendimento e l’utilizzo di elementari mezzi diagnostici di supporto, sono elementi imprescindibile per una buona sanità soprattutto di frontiera.
L’uomo inteso come gestore del servizio. La gestione sia delle risorse sia delle forme di finanziamento devono essere locali.  Amministrare con oculatezza, controllare la spesa, trovare localmente fonti almeno parziali di autofinanziamento, sono elementi educativi fondamentali sia per inserire profondamente gli elementi innovativi del presente piano sanitario nel contesto sociale locale sia per affrancarlo dagli aiuti esterni. Il presente piano programma deve essere letto ed interpretato come parte integrante del sistema sociale locale non come corpo estraneo.