- Progetto cooperativa vedove
E’ una cooperativa di vedove attivata per aiutare le vedove che dopo il periodo delle stragi etniche sono numerose e con le maggiori difficoltà di sussistenza.
Da ormai diverso tempo tale cooperativa si autofinanzia grazie alla coltivazione di mais e riso nelle vicinanze della clinica, grazie al lavoro presso la fattoria della cooperativa stessa ed infine grazie al lavoro come colf presso famiglie più agiate.
Abbiamo verificato di persona la razionalità delle coltivazioni, che non hanno nulla da invidiare alle nostre coltivazioni.
- Progetti simil-microcredito
Essendo i progetti di microcredito proibiti in Burundi (se non quelli organizzati tramite le banche nazionali) abbiamo attivato una sorta di progetti lavorativi basandoci non sui finanziamenti ma sulle attività. Quindi sono nati i progetti “fagioli” e “capre”.
Nel primo caso viene dato un certo quantitativo di fagioli e di concime alle famiglie con l’impegno da parte loro di restituire lo stesso quantitativo di fagioli al primo raccolto, che viene donato ad un’altra famiglia alle stesse condizioni.
Nel secondo caso viene data una capretta gravida con l’impegno che, nel tempo, ogni due caprette che nascono una viene restituita e rientra nel circuito.
Si precisa che in Burundi le capre sono utilizzate solo come produttori di fertilizzante e non come produttrici di latte o come alimento.



Progetto miele
Premessa
Il consumo di miele è molto diffuso in Burundi e si scontra con una tecnica di produzione antiquata in cui i punti di debolezza sono rappresentati da due aspetti:
1) le ernie tradizionali, costituite da una struttura di corteccia riempita di fango in cui le api formano i loro favi.
Purtroppo la raccolta di miele comporta la distruzione dell’arnia con sciamatura della regina e delle api.
Da qui una interruzione nella produzione ,recupero delle api sciamate e ricostituzione dell’arnia.
È evidente una riduzione nella produzione di miele in senso quantitativo.
2) Il metodo di raccolta e trasformazione del miele risente sia della conformazione delle arnie tradizionali ( il contenuto di fango e terra delle arnie) sia della spremitura, che avviene manualmente ed utilizzando il tessuto delle zanzariere.
Già nella rima fase sperimentale con l’introduzione di 5 arnie del tipo Top Bar ha evidenziato un evidente salto di qualità non solo sotto il profilo quantitativo ma anche qualitativo.
La Scelta dell’utilizzo delle arnie Top Barr si basa su due aspetti.
1) struttura di tali arnie è simile alle arnie tradizionali e pertanto “culturalmente “ vicina alla tradizione locale
2) l’ estrema semplicità del loro utilizzo.
3) la possibilità di avere una produzione continua senza interruzioni legate alla raccolta ed a sciamature non volute, comporta una produzione migliore sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo.
4) l’introduzione di apparecchiature manuali di smielatura non puo’ che influenzare positivamente sotto tutti gli aspetti la fase di raccolta e produzione di miele.
Progetto sperimentale miele 2021
Obbiettivo: valutare la produttività di 5 arnie Top Barr, prodotte in loco e gestite da una piccola cooperativa di 3 giovani apicoltori.
Dopo un anno la conclusione è che l’utilizzo di tali arnie, non solo è possibile ma grazie alla facilità di utilizzo ed alla metodica che evita la distruzione delle arnie tradizionali e la conseguente sciamatura delle api e blocco della produzione, si è ottenuta una produzione di miele notevole per quantità e qualità
Progetto sperimentale miele 2023-24
Obbiettivo: Valutare la produttività e redditività di una cooperativa di 5 giovani apicoltori con un numero limitato di arnie top barr (10)
In considerazione che l’attività di apicoltori non richiede un impegno quotidiano a tempo pieno ma un impegno sì costante, plurisettimanale ma par-time, la redditività è da vedersi come complementare non esclusiva.
Lo scopo non è coprire totalmente il fabbisogno economico degli apicoltori, ma dare un sostanziale incremento del loro reddito.
- Progetto Moringa
La Moringa è una pianta ad alto fusto che è talmente benefica ed ha talmente proprietà da essere chiamata “la pianta della vita”. La pianta di Moringa viene inserita tra i “superalimenti “ perché e ricchissima di principi nutrenti e trova un importate utilizzo della terapia della malnutrizione infantile e non solo.
Le sue foglie contengono Proteine vegetali, la vitamina A.B.C. e molti minerali.
Gli estratti hanno proprietà antiinfiammatorie ed antibiotiche e vengono utilizzati insieme ai vari componenti non trattati( fogli, radici, ecc) dalla fitoterapia nella cura di diverse patologie.
Nel nostro caso è uno degli ingredienti base dell’ “biscotto-muffin”ipernutriente prodotto nella clinica da ormai diversi anni.

